88924268 - edta (ethylenediaminetetraacetic acid) complexing agent molecule. used in treatment of lead poisoning and in descaling solutions to remove limescale. skeletal formula.

Tratto dal libro: Come sono riuscito a guarite il cuore dopo un infarto e tornare a vivere una vita perfettamente normale
[omissis]
…Sempre nel libro di Pauling mi colpì un articolo molto interessante relativo ad una terapia chelante utilizzata nel secolo scorso per eliminare le placche ateromasiche dalle arterie, boicottata dalle industrie farmaceutiche perché poco sfruttabile dal punto di vista commerciale e caduta in disuso nonostante la sua efficacia.

Questo è il brano ripreso dal libro:

” Faccio un’eccezione solo in questo capitolo, per parlare di una procedura non ortomolecolare per il trattamento dell’arteriosclerosi e delle conseguenti malattie del cuore e del sistema circolatorio periferico: l’uso a scopo preventivo di un agente di chelazione, l’acido etilendiaminotetracetico (EDTA). A mio giudizio, questo trattamento ha una base scientifica del tutto razionale, e i dati che ne confermano l’efficacia mi appaiono molto attendibili; inoltre, la maggior parte del pubblico non ne sentirà probabilmente mai parlare né riceverà dal proprio medico un buon consiglio in proposito.

La maggior parte dei medici ha sentito parlare del trattamento mediante EDTA, ma lo sconsiglia, e ciò in base a idee erronee, come ho appena dimostrato. L’EDTA viene ampiamente usato in chimica analitica e in vari processi chimici industriali, per esempio nell’industria dei coloranti o in quella di saponi e detersivi, dove concentrazioni anche molto piccole di ioni di metalli pesanti nell’acqua interferiscono con le reazioni. Combinandosi fortemente con questi ioni, l’EDTA funge da agente sequestrante: questo processo prende il nome di chelazione. L’EDTA viene usato in medicina per il trattamento di persone intossicate da cadmio, cromo, cobalto, rame, piombo, manganese, nichel, radio, selenio, tungsteno, uranio, vanadio o zinco.

Solitamente l’EDTA viene somministrato sotto forma di una soluzione contenente il suo sale bisodico di calcio. Gli ioni del metallo tossico si combinano più fortemente con l’EDTA che con gli ioni di calcio e lo sostituiscono nel complesso, per essere poi eliminati con le urine. Un’altra applicazione dell’EDTA si ha nel controllo delle malattie cardiovascolari, tra le quali l’arteriosclerosi, l’occlusione a carico delle arterie, i disturbi dovuti a un diminuito apporto di ossigeno al muscolo cardiaco.

A questo scopo, esso viene somministrato per fleboclisi in un periodo di tre ore sotto forma di una soluzione contenente 3 g. di EDTA sodico in 500 ml di soluzione salina normale, o di soluzione di destrosio.

Il trattamento profilattico consueto consiste in venti applicazioni, solitamente due alla settimana per dieci settimane; alcuni dati suggeriscono che tale trattamento contribuisca all’eliminazione delle placche arteriomatose.

Nello sviluppo dell’arteriosclerosi, la prima fase consiste nella deposizione di una massa di tessuto connettivo scarsamente aggregato (fibrille di collagene e mucopolisaccaridi, spesso con qualche cellula fibroblastica) sulla parete interna dell’arteria; il processo può iniziare con una piccola lesione della parete. In seguito, sulla placca si accumulano colesterolo e altri lipidi, più una piccola quantità di calcio. La placca, accrescendosi, incorpora altro calcio, che la rende più dura. La diminuzione del lume dell’arteria limita il flusso di sangue che arriva ai tessuti, provocando inoltre un aumento della pressione sanguigna e un danno al cuore e ad altri organi, sempre a causa del diminuito rifornimento di ossigeno. Il miglioramento apportato dall’EDTA al sistema cardiovascolare è probabilmente dovuto alla rimozione degli ioni di calcio dalle placche, che consente una successiva rimozione del colesterolo da parte delle lipoproteine ad alta densità. Altri meccanismi che possono spiegare l’effetto benefico della chelazione prodotta dall’EDTA sono stati suggeriti dal dottor Bruce W. Halstead nel suo libro del 1979 The Scientific Basis of EDTA Chelation Therapy (Le basi scientifiche della terapia di chelazione con EDTA).
Halstead ha esaminato la tossicità dell’EDTA a lungo termine. Se si seguono le raccomandazioni relative alla sua somministrazione per quanto riguarda quantità e frequenza, gli effetti collaterali appaiono minimi. La diminuita concentrazione di calcio viene bilanciata con la somministrazione di composti di calcio. Halstead afferma che, nei trent’anni precedenti il 1979, più di 150.000 pazienti degli Stati Uniti hanno ricevuto più di due milioni di trattamenti di questo tipo, soprattutto per disturbi cardiovascolari, e che l’EDTA può venire usato con tranquillità, purché lo si somministri in modo appropriato. Tanto Hatstead che Walker (1980) hanno raccomandato che tale somministrazione venga effettuata solo da un medico specializzato nella terapia di chelazione mediante EDTA.

La terapia chelante è assai più sicura e più economica dell’operazione di bypass. Sembra che vi siano buone probabilità che questo trattamento permetta di evitare l’operazione. Quando, nel 1984, testimoniai nel corso di un’udienza processuale a carico di un medico ortomolecolare, l’assistente procuratore generale dello Stato della California, che era il pubblico ministero, mi chiese se ero a conoscenza del fatto che la terapia chelante mediante EDTA per il controllo dei problemi cardiovascolari non era stata approvata dalla Food and Drug Administration (FDA). La mia risposta fu: «Sì, ne sono a conoscenza. E so anche che la stessa terapia con EDTA è approvata dalla FDA per la disintossicazione da metalli pesanti, e che la ragio ne per cui essa non ha l’approvazione in caso di problemi cardiovascolari è che nessuno ha provveduto a richiederla. Molti anni or sono i Laboratori Abbott, che brevettarono tale procedura per gli Stati Uniti, ritirarono la domanda di approvazione da parte della FDA del trattamento nel caso di disturbi arteriosclerotici, per ragioni economiche: il brevetto sarebbe scaduto troppo presto. Nessun altro poteva permettersi la spesa di tale richiesta».

Nonostante il fatto reale che questa terapia per i disturbi cardiovascolari non ha l’approvazione della FDA perché le società farmaceutiche non sono interessate a tale approvazione, e che non esiste alcun divieto legale al suo uso a questo scopo da parte dei medici, c’è stato un consistente tentativo da parte governativa di ostacolare quei medici che la applicano (Halstead, 1979; Walker, 1980). Questi ostracismi sono stati appoggiati da alcune associazioni mediche, e, come gli analoghi ostracismi nei riguardi dei medici ortomolecolari, sembrano basati in gran parte su ignoranza e pregiudizi.”

Per avere una testimonianza recente sulla fattibilità e sulla sicurezza della chelazione mediante EDTA, basta solo visitare il sito internet www.matteodallosso.org, dove un giovane racconta di come è guarito dalla sclerosi multipla con questa terapia quasi sconosciuta alla medicina ufficiale.

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